Fotografare oltre confine o a Livigno: Portatevi le fatture di acquisto.

Fotografare oltre confine o a Livigno: Portatevi le fatture di acquisto.

paolo meitre libertini

La scorsa domenica  ero a Livigno per far fotografie al campionato italiano delle ICE SERIES, ilcampionato di velocità su ghiaccio.

Il buongiorno si vede dal mattino, quando cioè abbiamo dovuto spalare per uscire la macchina dal parcheggio posto alla fine di una corta ma ripida rampa!!

A parte il freddo polare con tanto di bufera di neve, ghiaccio e vento che penetrando nelle ossa regalava una visibilità prossima allo zero, e di conseguenza una luce terrificante per fotografare, le auto iniziano a girare con parecchio ritardo. Poco male.

Dopo aver ritirato gli accrediti  e aver salutato gli amici dell’organizzazione, prendiamo posto rispettando le direttive del commissario di percorso ed iniziamo a lavorare.

Dopo la pausa pranzo, arriva tanto velocemente quanto inaspettato il sole e addirittura il caldo (nemico per eccellenza del ghiaccio ma tanto amato per gli estimatori della luce come i fotografi). Il forte vento che prima ci ostacolava, ora diventa nostro alleato sparpagliando le nuvole regalandoci un’oretta di luce magica e cielo terso.

E fin qui tutto bene.

Il bello deve ancora arrivare! Il giorno dopo, in fase di rientro verso casa, sistemo tutte le mie cose nel bagagliaio come di consueto e parto ignaro di quello che mi sta per succedere.

Premetto che giro il globo per fotografare dalla fine degli anni 80 e che questa sarà la centesima volta che vengo a fotografare a Livigno e mai mi era successa una cosa del genere.

Arrivo in dogana: “Buon giorno, provenienza? Cosa trasporta? Come mai a Livigno?”

Rispondo e alla voce: sono giornalista fotografo:

“Bene bene! Apra questo zaino. Di chi sono tutte queste macchine fotografiche (una D300S con 70/200 2,8montato + D200 !!). Può dimostrare che non le ha acquistate a Livigno con le fatture originali o con un documento che accerta che sono sue?”

Rispondo che si vede palesemente che sono fotocamere stra-usate da anni.

“A me non interessa, chi mi dice che lei non contrabbanda fotocamere usate?”

Morale: perquisizione e catalogazione di tutta l’attrezzatura con richiesta di invio documentazione relativa al materiale entro 15 gg pena il sequestro!!!. Compresa la fattura del 50 mm 1,8 acquistato nel 1997!!

Ok, non discuto, d'altronde questa è la procedura e questo è il mestiere dei funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che vigliano anche per noi (oltre che SU di noi).

Pertanto questo mio post, non vuole essere assolutamente una lamentela (ho sbagliato sicuramente non informandomi  in anticipo) ma lo pubblico come testimonianza personale e lo condivido come piccolo consiglio:

Ogni volta che varcate un confine o andate a Livigno, portate con voi sempre una distinta compilata con tutta l’attrezzatura che avete a seguito con tanto di numeri di matricola di ogni pezzo, comprovante il luogo d’acquisto e/o la regolarità fiscale del bene in oggetto !!

E alla domanda: "Nulla da dichiarare?"

"Si: attrezzatura fotografica portata da casa e regolarmente registrata come può vedere da questa distinta che ho pronta in doppia copia".

Non fate come me!

PML